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I passi riportati sono tratti dal libro Sant’Alfonso
Maria de Liguori “Degli obblighi de’ giudici,
avvocati, accusatori e rei”.
1. - Non bisogna accettare mai cause ingiuste, perché sono
perniciose per la coscìenza e pel decoro
2. - Non bisogna difendere una causa con mezzi illeciti e ingiusti.
3. - Non si deve aggravare il cliente di spese indoverose, altrimenti
resta all'avvocato l'obbligo
della restituzione.
4. - Le cause dei clienti si devono trattare con quell’lmpegno
con cui si trattano le cause proprie.
5. - E necessario lo studio dei processi per dedurne gli argomenti
validi alla difesa della causa.
6. - La dilazione e la trascuratezza negli avvocati spesso dannifica
i clienti, e si devono rifare i danni, altrimenti si pecca contro
la giustizia.
7. - L'avvocato deve implorare da Dio l'aiuto nella difesa, perché
Iddio è il primo protettore della giustizia.
8. - Non é lodevole un avvocato che accetta molte cause superiori
a' suoi talenti, alle sue forze, e al tempo, che spesso gli mancherà
per prepararsi alla difesa.
9. - La giustizia e l'onestà non devono mai separarsi dagli
avvocati cattolici, anzi si devono sempre custodire come la pupilla
degli, occhi.
10. -. Un avvocato che perde una causa per sua negligenza, si carica
dell'obbligazione di rifar tutti i danni al suo cliente.
11. - Nel difender le cause bisogna essere veridico, sincero, rispettoso
e ragionato.
12. - I requisiti di un avvocato sono la scienza, la diligenza, la
verità, la fedeltà e la giustizia.
Alfonso Maria de' Liguori nacque a Marianella (Na)
il 27 settembre 1696 da Giuseppe che comandava le galere reali e da
Anna Cavaliere.
Alfonso, primo di sette figli, ricevette un'educazione pari a quella
dell'èlite di quel tempo che frequentava la corte napoletana.
A 11 anni fu ammesso all'Università di Napoli dopo aver sostenuto
e superato un esame di idoneità con Gianbattista Vico. Concluse
gli studi laureandosi in "utroque iure", appena sedicenne.
Faceva pratica presso gli studi dei più importanti avvocati
del tempo, ma contemporaneamente, si accese in lui la vocazione
alla carità.
Fece l'avvocato per otto anni, ma nel 1723 subì una clamorosa
sconfitta in tribunale e decise di lasciare l'ordine degli avvocati.
Da quel giorno si dedicò sempre più intensamente alle
opere pie. Alfonso, la cui famiglia abitava a fianco al palazzo
Sanfelice, fu ordinato sacerdote nel1727 e fino al 1729 continuò
ad abitare nella casa di famiglia, prestando nella parrocchia dei
Vergini gran parte della sua opera pastorale, prima presso i Padri
della Missione e infine nel Collegio dei Cinesi, aperto nel 1729
dal missionario Matteo Ripa. Fu proprio nel borgo dei vergini che
Alfonso aprì le prime cappelle serotine. Il 9 novembre del
1732 fondò un istituto missionario, i redentoristi.
Nel 1755 in prossimità delle festività natalizie
compose una delle più belle e popolari canzoni "Tu scendi
dalle stelle". In linguaggio "facile" scrisse le
sue prediche come le famose "Glorie di Maria" e le "Visite
al SS. Sacramento". Fra i suoi libri più importanti
"Le massime eterne", le "Storie delle eresie"
e le "Riflessioni utili ai vescovi per ben governare le loro
diocesi".
Il 9 marzo del 1762 fu nominato vescovo di S. Agata dei Goti, nomina
che accettò a malincuore. Il 1 agosto del 1787 si spense
all'età di 91 anni.
Nel 1950 fu proclamato patrono dei moralisti e dei confessori.
Le spoglie di S. Alfonso sono custodite nella Basilica a lui dedicata
a Pagani (Sa).
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